Francesca Luzzio su “La cucina arancione” di Lorenzo Spurio

La cucina arancione
di Lorenzo Spurio
TraccePerLaMeta Edizioni, 2013
 
Recensione di Francesca Luzzio 

cover_frontLa  Cucina arancione di Lorenzo Spurio  è una raccolta di racconti insolita e apparentemente strana perché non propone al lettore la narrazione di fatti veri o verosimili che trovino nella razionalità la molla operativa dell’intreccio, ma lo immerge nella surreale realtà ( nessun ossimoro può essere altrettanto lecito) dei meandri nascosti della mente. Non domina , se vogliamo adoperare il linguaggio freudiano l’io, né il super-io, ma l’es, l’incognito inconscio che emerge non solo a livello  onirico, ma anche nella concretezza del vivere quotidiano, acquisendo ragione d’essere e perciò realtà comportamentale.

Il super-io razionale e pensante non crea un giusto equilibrio tra le altre due sfere, componenti della psiche, ma è come se giustificasse e desse ragione d’essere all’irrazionalità dell’inconscio ed ai comportamenti maniacali dei protagonisti delle narrazioni. I personaggi della produzione letteraria di Pirandello, hanno consapevolezza  dell’inesistenza dell’identità e l’assurdo del loro agire nasce da una convinzione filosofica per cui, secondo loro, sono anomali i normali  e normali i consapevoli del relativismo gnoseologico che, annullando il vero,legittima la pluralità di verità dei singoli individui e di conseguenza il non senso dell’essere, invece i personaggi dei racconti di Spurio,  presentano una condizione mentale anomala e ad essa rapportano il loro agire, insomma sono fissati in una forma, in una maschera che però non è quella che la società e le sue convenzioni impongono,ma è una forma alienata, estranea alla cosiddetta normalità e riconducibile ad un inconscio malato, che normalizza l’irrazionale.

Essi propongono  il loro modo di essere e di agire senza spiegare perché pensano ed agiscono in quel modo, quindi apparentemente manca una ragione di fondo che giustifichi l’anomalia,ma di fatto il lettore, proprio perché i personaggi non la propongono è indotto a chiedersi quale movente determini la non sanità mentale e simili comportamenti fobici ed ossessivi, perché lo scrittore lo immerga in questo  poliedrico mondo in cui, al massimo, solo l’istinto talvolta giustifica situazioni e comportamenti . Tuttavia in qualche racconto compare anche il quid epifanico che fa uscire dal labirinto tortuoso che veniva  considerato normalità, così, ad esempio, accade al protagonista di La mezza vita , per il quale il ritorno alla normalità è conseguente alla visita medica, o al ragazzo de L’alfabeto numerico, per il quale lo strappo del quaderno  assume la medesima funzione. Ma ciò costituisce l’eccezione, di solito i personaggi restano irretiti nella loro condizione anomala, sia essa la perdita d’identità, come in L’ordigno imploso o in La regina rossa, sia il mostro mentale che condiziona la loro esistenza. Il risultato finale per il lettore è sempre comunque umoristico: si piange e si ride nello stesso tempo e, come già si è detto, s’interroga sui motivi che possono avere indotto L. Spurio a raccontarci questa persistente follia , tipica di ospedale psichiatrico piuttosto che della comune realtà che ci circonda. Novello Benjamin, il narratore ci propone un’allegoria vuota, cioè vuole denunciare l’indecifrabilità e l’ insignificatezza dell’esistenza contemporanea. Mentre l’allegorismo tradizionale muove da una verità generale, condivisa dalla società, l’allegorismo moderno assume forme vuote che dichiarano la resa al non senso e alla crisi che caratterizza i nostri tempi. Le menti malate che popolano la raccolta di Lorenzo Spurio esprimono appieno la follia del mondo attuale, caratterizzata da un lato da solitudini egotistiche, chiuse nella virtuale apparenza mediatica, oppure arroccate nei privilegi che la ricchezza esagerata offre, dall’altra la solitudine della miseria economica o morale che  dirompono travolgenti e trascinano ad atti folli tanta gente. Vichiano ricorso storico: come in epoca barocca,come nel primo Novecento , pur con le specificità contestuali che caratterizzano ogni epoca, viviamo la morte del senso della vita e dei valori.                                                                                      

Lo stile dell’opera è scorrevole, chiaro, sintatticamente normativo; la posizione del narratore a volte è omodiegetica, tal’altra eterodiegetica, secondo la distanza che il narratore ama stabilire tra sé e il protagonista. La tecnica narrativa è varia: monologhi, flash-back, dialoghi descrizioni rendono ulteriormente fruibile  la lettura.

 FRANCESCA LUZZIO

 

Palermo, 29-08-2013

QUESTA RECENSIONE VIENE PUBBLICATA PER GENTILE CONCESSIONE DELL’AUTRICE.

E’ SEVERAMENTE VIETATA LA PUBBLICAZIONE SENZA IL SUO PERMESSO.

IL VIDEO DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO SVOLTASI A FIRENZE IL 20-09-2013

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Blog di Letteratura e Cultura

Lorenzo Spurio è nato a Jesi (AN) nel 1985. Si è laureato in Lingue e Letterature Moderne all’Università degli Studi di Perugia con una tesi sull’autore britannico Ian McEwan. Per la poesia ha pubblicato le sillogi Neoplasie civili (Agemina, Firenze, 2014), Le acque depresse (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) e Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per Federico Garcia Lorca (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) ad ottanta anni dall’assassinio del poeta granadino. Ha curato varie antologie poetiche tra cui Borghi, città e periferie: l’antologia del dinamismo urbano (Agemina, Firenze, 2015), Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016), Non uccidere. Caino e Abele dei nostri giorni (2017) e Adriatico: emozioni tra parole d’onde e sentimenti (Ass. Euterpe, Jesi, 2017). Numerose le sue poesie pubblicate in riviste, siti specializzati ed opere antologiche. Per la narrativa ha pubblicato le raccolte di racconti: Ritorno ad Ancona e altre storie (Lettere Animate, Martina Franca, 2012), La cucina arancione (TraccePerLaMeta, Sesto Calende, 2013) e L’opossum nell’armadio (PoetiKante, Sesto Fiorentino, 2015). 12072660_10207671469768160_3182675494180130792_nQuale critico letterario si è occupato prevalentemente di narrativa straniera; ha pubblicato: Jane Eyre, una rilettura contemporanea (Lulu, 2011), La metafora del giardino in letteratura (Faligi, Aosta, 2011), Flyte & Tallis: Una analisi ravvicinata di due grandi romanzi della letteratura inglese: Espiazione di Ian McEwan e Ritorno a Brideshead di Evelyn Waugh (Photocity, Pozzuoli, 2012), Ian McEwan: sesso e perversione (Photocity, Pozzuoli, 2014), Il sangue, no. L’aporia della vita in ‘La ballata di Adam Henry’ di Ian McEwan (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015). Vari saggi letterari e suoi contributi sono presenti in collettanee, volumi antologici ed edizioni critiche, oltre a un cospicuo numero di prefazioni e note critiche ad autori contemporanei. Nel volume La parola di seta. Interviste ai poeti d’oggi (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015) ha raccolto una serie di interviste fatte negli anni 2012-2015 ad esponenti di spicco della poesia italiana contemporanea mentre in Scritti marchigiani. Diapositive e istantanee letterarie (Le Mezzelane, Santa Maria Nuova, 2017) una raccolta di saggi, recensioni e note di approfondimento su autori della sua Regione. Nel 2011 ha fondato la rivista online di letteratura «Euterpe», aperiodico tematico di letteratura online. È Presidente della Associazione Culturale Euterpe, Fondatore e Presidente del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” e Presidente di Giuria in vari premi letterari (“Città di Chieti”; “Città di Porto Recanati”; “Poesia senza confine”, etc.). Numerosi i premi e i riconoscimenti letterari ottenuti tra cui il 1° Premio al Concorso Letterario “Città di Ancona” (2016), il 1° Premio al Premio Letterario “Città di Latina” (2016), il 1° Premio al Premio Internazionale di Poesia “Antonia Pozzi” (2016) , il 2° Premio al Premio Letterario “Bari, Città Aperta” (2016), il 1° Premio al Concorso Letterario “Patrizia Brunetti” di Senigallia (2016),… Sulla sua produzione hanno scritto Dante Maffia, Giorgio Bàrberi Squarotti, Corrado Calabrò, Ugo Piscopo, Sandro Gros-Pietro, Antonio Spagnuolo, Umberto Vicaretti e altri.

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