“La poesia da dove origina” – articolo di Ninnj Di Stefano Busà

La poesia da dove origina

di Ninnj Di Stefano Busà

Vi sono molti modi d’intendere la poesia, ma da qualunque angolo di osservazione la si consideri, essa parte direttamente dal cuore ed è arduo e limitante “pensarla” diversamente originante, anche perché è una sollecitazione ulteriore, una sorta di extrasistole del grande ingranaggio cardiaco, che ci propone una vita extra, quasi parallela a quella quotidiana, immotivata e spenta di chi non crea nessun verso. Chi non l’ha mai provata né scritta forse non può intuirne le qualità, le rigeneranti linfe che si espandono dal cuore al cervello in una simbiosi unica, irripetibile, quasi al limite con l’estrasensorialità di un messaggio medianico. Infatti l’ispirazione ne è la fiaccola primaria, quasi come se si accendesse una lampadina che poi inesorabilmente viene spenta. Se in quel preciso momento non si prende nota c’è tutta la possibilità che si perda il contatto – per sempre – con le sinapsi che, partendo direttamente dall’area di Broca (parte del cervello abilitata al linguaggio), giungono fino alla scrittura, atto ultimo di quel sottile fascino che calamita la Poesia e ne fa correi: il sentimento, le emozioni, le suggestioni, entro un’aurea di infinite e progressive digressioni, orientamenti e accenti.

La poetessa Ninnj Di Stefano Busà durante un incontro poetico a Milano lo scorso Giugno 2015.
La poetessa Ninnj Di Stefano Busà durante un incontro poetico a Milano lo scorso Giugno 2015.

La scrittura, vale a dire, il gesto di affidare alla storia di ognuno, la  potenzialità del pensiero si manifesta in ciascuno nella ristrutturazione di un processo linguistico che è trasversale allo scrivere.

La Poesia è l’habitat ideale della lingua, orientata a <collocarsi> con l’immaginazione, la fantasia in una lettura lenta e ponderata, “avanzata”. La Poesia poi, non può fare a meno dell””oralità”. Come Jurij Lotman, ne intuiamo la scrittura come un sistema di ingranaggi dipendente e direttamente correlati al linguaggio. Il discorso della Poesia è inseparabile dalla misura e dal diverso grado della coscienza intellettuale umana. La poesia, da sempre, ha affascinato l’umanità e l’ha fatta riflettere su di sé fin dai suoi primi stadii. Il pensiero creante, servendosi proprio di quel medium intercetta un linguaggio alto, che si traduce in una percezione mutante, organizzata dalla mente per essere impressa alla consapevolezza degli individui che la emanano, quindi la poesia è il suo interagire al prodotto mentale della trasformazione del concetto logico. la Poesia ha come primaria conoscenza il senso illimite del linguaggio individuale, il suo silenzio, la sua mobilità che diventano rapporti privilegiati con gli altri, ovvero coi suoi fruitori.

La Poesia infine è un’interazione tra le lingue colte, perché sa cogliere le sfumature, le allitterazioni, le interferenze della lingua anteponendole e sottraendole alla incomprensione derivante dal linguaggio comune, piuttosto involuto e steretipato, imponendogli un’altra veste più evoluta, più raffinata, più colta.

Ne enfatizza l’interazione tra le parole-suono e lo spazio-scrittura, la rende leggibile attraverso il significato profondo del <verbo> che assume “mero” prestigio, poichè giocando (si fa per dire) con le parole assicura una sua dialettica alla testualità, ovvero allo spazio che paradossalmente la riveli.

La poesia è un genere d’arte verbale superiore, domina tutti gli altri generi, poiché è alla base dall’alfabetizzazione che chiameremo artistico-intellettuale, poiché implica una serie di induzioni a procedere, in cui si colloca l’io poetico, immettendola nel flusso del tempo e della storia.

La poesia sta all’esperienza umana come la narrazione sta alla logica della trasmissione del pensiero, che ne ha registrato il pieno sviluppo delle proprietà virtuali della specie. Trattasi di un passaggio narrante che possiede, tuttavia, tutte le caratteristiche induttive del lingua artisticamente  preposta – ovvero –  fa capo allo sviluppo e ai mutamenti interculturali e all’evoluzione dell’uomo.

NINNJ DI STEFANO BUSA’

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