“Némesis” di Marzia Carocci, recensione di Anna Maria Folchini-Stabile

Némesis
di Marzia Carocci
Ed. Carta e penna
Pagg. 96
€ 12
 

Recensione di Anna Maria Folchini-Stabile


9788897902164Nemesi (Nέμεσις, Nèmesis) è una figura della mitologia greca, secondo alcuni figlia di Zeus, secondo altri figlia di Oceano e Notte e fu il nome della dea dell’ “amministrazione della giustizia”. Provvedeva, soprattutto, a risolvere i delitti irrisolti o impuniti, distribuendo gioia o dolore a seconda di quanto era giusto, perseguitando i malvagi e gli ingrati.
“Némesis ” di Marzia Carocci è “solo” una raccolta di poesie, ma i suoi sono versi che tirano le fila di discorsi sospesi e danno loro un senso, coordinando pensieri e ricordi e, superato il significato della mera traduzione negativa del termine greco, spesso inteso come sommarietà vendicativa, fanno giustizia e ricollocano sotto la giusta ottica il vissuto personale a cui la vita della poetessa fa riferimento.
Marzia Carocci, pertanto, ferma i sentimenti nelle parole riportando alla memoria le scelte, i ricordi,  le convinzioni, le sensazioni, gli affetti  che hanno condotto la bambina di un tempo, fragile e delicata, a diventare la donna convinta e serena che è, capace di camminare nella vita con la sicurezza che le viene dalla consapevolezza  di una esistenza accompagnata e protetta da affetti saldi e ben radicati nel suo cuore e nella sua anima.
È un poetare forte e fluido il suo che si muove su filoni di ispirazione che vanno dagli affetti che costituiscono la sua storia emotiva, all’ attenzione sociale e artistica che caratterizzano il suo impegno civile.
Ecco quindi le rime dolcissime dedicate alla madre anziana e sofferente ( da “Assorta “, pg. 14 : ” … Vorrei trovare scuse per parlarti / del vento, della pioggia e delle nebbie, / per toglierti dal cuore quell’angoscia, / che sento dal tuo petto traspirare… ), al padre ( da ” Nel ricordo di mio padre” , pg. 41 : ” … Eri qui un anno fa; / ora … sei parte del vento / che pietoso asciuga il mio pianto…”),  alla nonna ( da “Il baule dei sogni”, pg. 33 : ” Nell’infanzia di favole antiche / quella nonna, dalle mani rugose, /  la sua voce, coi miei giochi è sparita, / se n’è andata con loro, lontano…”) e gli scritti e i versi dedicati al marito, compagno di vita e amore grande ( da ” Promesa d’amore” , pg. 73 : “Sarà stato il vento/ che ci donó le ali / e folle s’innalzó / su questo nostro amore, / orme decise, forti nel tempo / quei passi sopra i passi / che non fermammo mai…) a cui la lega un sentimeno profondo e vivissimo ( da “Agape” , pg. 12 : ” … portami , peró un sorriso / e una conchiglia bianca / per ascoltare il mare… E non vorrò che questo, / perché questo é il mio mondo, / dove non mi farai cadere / forte nell’abbraccio.” ).
Così é anche per il canto del suo amore materno che riempie la sua vita di madre ( da “Ai figli”, pg. 31 : “Guarderó nei tuoi occhi/ l’aprirsi del tempo….Resteró nell’attesa /  di carezze sul viso…”)  e per il suo fortissimo senso religioso che le fa alzare al Padre la preghiera solenne ( da “Preghiera” pg.70 : ” A te Padre / di sconosciuto volto, / mi prostro e chino / il mio capo stanco…” ).
Le liriche che parlano della sua città, dei suoi interessi artistici, coltivati con affetto protettivo e altrettanto materno, le riflessioni sulla precarietà della vita giovanile e sulle miserie sociali che non mitigano la durezza della vita altrui vibrano di passione e compassione, sottintendendo una partecipazione personale continua e vigorosissima ai problemi di questro mondo contemporaneo, come la poetessa enuncia nelle sue liriche “Florentia”, “La cena degli artisti”, “La gioventú”, “Barbone” e “Il barbone – storia vssuta”.
La poetessa riserva attenzione particolare al mondo femminile, dedicando liriche alle donne e all’universo femminile affidandoci, pertanto, messaggi di grande respiro, ricchi di sentimento e di coraggio personale, modulati tra il sussuro appassionato e il grido di dolore.
La poesia di Marzia Carocci è una  lezione di vita degna della grande donna, ricca di grandi ideali, quale Marzia è.


Anna Maria Folchini Stabile


Angera, 16 dicembre 2012

 

QUESTA RECENSIONE VIENE PUBBLICATA SU QUESTO SPAZIO DIETRO GENTILE CONCESSIONE DELL’AUTRICE.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.