“La riva in mezzo al mare” di Monica Fantaci, recensione di Pierangela Castagnetta

LA RIVA IN MEZZO AL MARE
SILLOGE DI POESIA DI MONICA FANTACI
TRACCEPERLAMETA EDIZIONI, 2012
 
COMMENTO DI PIERANGELA CASTAGNETTA

cover-frontQualche mese fa la nostra Monica  mi ha raggiunta ad un recital di poesie, organizzato in maniera sublime dal Prof. Giuseppe Palermo, e mi ha regalato il suo libro di poesie, fresco fresco di stampa, dal titolo “LA RIVA IN MEZZO AL MARE” con la dedica. Questa diceva:
”Il caso regala sempre cose piacevoli. Io ho conosciuto te e, poi, per un commento che hai fatto a Lorenzo Spurio, ho allacciato contatti anche con lui. Vedi che catena! Penso che se non fosse stato per Lorenzo non avrei scritto adesso questo libro, ma lo avrei scritto più in là”

Monica è giovane, ha appena 28 anni. Laureata in Scienze della Formazione primaria  ha scelto l’arte della scrittura per comunicare e farsi conoscere ai “più”. La scrittura – come le altre forme di arte quali la musica, la pittura, la scultura – aiutano la nostra anima, i nostri sogni a venire fuori, la nostra essenza a diventare tutt’uno con la creatività.

Monica è anche vice-direttore della rivista di letteratura “Euterpe”, musa a cui la stessa dedica una sua lirica che porta proprio questo nome e dato che la poetessa è un’artista a tutto tondo, ama la musica, il ballo e tutto ciò che può essere “comunicazione”, musica anche i versi che scrive abbinandone le parole a brani di vari autori (V. il blog “Intingendo d’inchiostro…”

La riva in mezzo al mare. Perché questo titolo?

Non ci avevo pensato ma Monica mi spiega che nel moto del mare la sabbia tende a salire. Il movimento delle onde indica le varie tappe della vita, la striscia di sabbia indica l’approdo dove l’anima si va ad arenare dopo la turbolenza degli stati d’animo, dei sentimenti. La riva è in mezzo al mare – dice Monica – perché questo è in continuo movimento; cresce, si perfeziona. La riva, di contro, vive tra le onde, tra folate di venti e animali marini. La natura tutta fonde il suo essere e pervade l’anima della poetessa che, così bene, la descrive nei suoni della natura. Infatti invita il lettore a visitare la sua anima con viaggio verosimile attraverso questa natura, i suoni, i colori, la città natia, i monumenti che rappresentano la nostra storia, il percorso dell’uomo e della sua anima, la nostra cultura, la nostra civiltà e che ci fanno riflette su che cosa è stata e cosa è, ancora oggi, per noi la nostra città, la nostra identità, e rappresenta il percorso dell’uomo e della sua coscienza, perché questa non perda di vista il fatto che oltre a ciò che è “materiale” c’è un ulteriore valore che porta ad una armonia cosmica indispensabile per il compimento della vita terrena in vista di quella successiva, se ci crediamo.

L’uomo è consapevole di essere un tutt’uno con la natura circostante e proprio attraverso questa sensibilità costruisce un ponte tra ciò che è materiale e ciò che penetra l’anima, i sentimenti, la purezza del cuore, in sostanza… l’interiorità delle coscienze.

Parte così dalla poesia che ne porta il titolo dedicata alla musa della musica (Euterpe) e continua con “Gote rosse” e “Nella sagoma del tuo silenzio”. In quest’ultima il frusciare della pioggia è un dialogo tra le parole  ed i suoni della natura: pioggia, tuoni, vento… tutto è pervaso da amore, quell’amore che si fissa nello sguardo della poesia “Nei miei occhi” e che percorre i sentieri dell’anima con “Passi liberi” sino ad arrivare “Nell’utero della vita”, nel parto del pensiero sospirato su astri lucenti.

E, ancora, la poesia di Monica è pervasa da spiritualità, da dolci melodie quasi arcaiche, primordiali nel “Primigenio inchino” e in un gioco di ultrasuoni che fondono natura e artificio in “Libera la realtà”. E’ l’anima, sempre, che riempie la protagonista delle liriche; è l’anima che diventa spirito d’amore ubriaco – quasi paragonato ad un vino – frizzantino, che si riempie di Arte e descritta così bene, con poche parole, in “Grandezze”, ma anche nell’arte dei circensi in “Circo”, arte che vive anche di sevizie agli animali così lontani dal loro ambiente e che stanno lì a soffrire come clown mostrando, ad un pubblico inerte, il volto di un Pierrot che soffre per far ridere la gente.

Molto bella ed intensa la poesia “Poggiando la penna” e approda a “Euterpe” e “Le risate della Musa”, musa della danza che sogna, nelle poesie a venire, la musicalità dei versi con i suoni, i colori e le sensazioni della natura tutta (“Ai fianchi di un fiume”), dell’amore carnale e spirituale (“Per amare” ed “Effervescenze”) viaggiando per un “cantico” dove “… fiamme s’inchinano alla neve” in “Etna” e dove l’ “… infinito percuote l’animo” in “Ampie vedute” per arrivare “…all’apice dell’esecuzione” (Apice) e chiudere “… Come una notte stellata”.

E ancora musica nelle note accordate in “Salsedine” e “La musica cade nel cuore” pregna di note che si posizionano nell’aria o sulla carta per terminare con “La scena reale”. Qui il tema della natura ed il disinteresse dell’uomo è un tutt’uno.

PIERANGELA CASTAGNETTA

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Blog di Letteratura e Cultura

Lorenzo Spurio è nato a Jesi (AN) nel 1985. Si è laureato in Lingue e Letterature Moderne all’Università degli Studi di Perugia con una tesi sull’autore britannico Ian McEwan. Per la poesia ha pubblicato le sillogi Neoplasie civili (Agemina, Firenze, 2014), Le acque depresse (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) e Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per Federico Garcia Lorca (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) ad ottanta anni dall’assassinio del poeta granadino. Ha curato varie antologie poetiche tra cui Borghi, città e periferie: l’antologia del dinamismo urbano (Agemina, Firenze, 2015), Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016), Non uccidere. Caino e Abele dei nostri giorni (2017) e Adriatico: emozioni tra parole d’onde e sentimenti (Ass. Euterpe, Jesi, 2017). Numerose le sue poesie pubblicate in riviste, siti specializzati ed opere antologiche. Per la narrativa ha pubblicato le raccolte di racconti: Ritorno ad Ancona e altre storie (Lettere Animate, Martina Franca, 2012), La cucina arancione (TraccePerLaMeta, Sesto Calende, 2013) e L’opossum nell’armadio (PoetiKante, Sesto Fiorentino, 2015). 12072660_10207671469768160_3182675494180130792_nQuale critico letterario si è occupato prevalentemente di narrativa straniera; ha pubblicato: Jane Eyre, una rilettura contemporanea (Lulu, 2011), La metafora del giardino in letteratura (Faligi, Aosta, 2011), Flyte & Tallis: Una analisi ravvicinata di due grandi romanzi della letteratura inglese: Espiazione di Ian McEwan e Ritorno a Brideshead di Evelyn Waugh (Photocity, Pozzuoli, 2012), Ian McEwan: sesso e perversione (Photocity, Pozzuoli, 2014), Il sangue, no. L’aporia della vita in ‘La ballata di Adam Henry’ di Ian McEwan (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015). Vari saggi letterari e suoi contributi sono presenti in collettanee, volumi antologici ed edizioni critiche, oltre a un cospicuo numero di prefazioni e note critiche ad autori contemporanei. Nel volume La parola di seta. Interviste ai poeti d’oggi (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015) ha raccolto una serie di interviste fatte negli anni 2012-2015 ad esponenti di spicco della poesia italiana contemporanea mentre in Scritti marchigiani. Diapositive e istantanee letterarie (Le Mezzelane, Santa Maria Nuova, 2017) una raccolta di saggi, recensioni e note di approfondimento su autori della sua Regione. Nel 2011 ha fondato la rivista online di letteratura «Euterpe», aperiodico tematico di letteratura online. È Presidente della Associazione Culturale Euterpe, Fondatore e Presidente del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” e Presidente di Giuria in vari premi letterari (“Città di Chieti”; “Città di Porto Recanati”; “Poesia senza confine”, etc.). Numerosi i premi e i riconoscimenti letterari ottenuti tra cui il 1° Premio al Concorso Letterario “Città di Ancona” (2016), il 1° Premio al Premio Letterario “Città di Latina” (2016), il 1° Premio al Premio Internazionale di Poesia “Antonia Pozzi” (2016) , il 2° Premio al Premio Letterario “Bari, Città Aperta” (2016), il 1° Premio al Concorso Letterario “Patrizia Brunetti” di Senigallia (2016),… Sulla sua produzione hanno scritto Dante Maffia, Giorgio Bàrberi Squarotti, Corrado Calabrò, Ugo Piscopo, Sandro Gros-Pietro, Antonio Spagnuolo, Umberto Vicaretti e altri.

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