Esce “Tutto fu bello qui” di Maurizio Zanon

La casa editrice milanese Miano Editore segnala la recente pubblicazione del libro Tutto fu bello qui dello scrittore veneziano Maurizio Zanon. Il libro è uscito nella prestigiosa collana “Alcyone 2000”.

Maurizio Zanon (Venezia, 1954) si è laureato in Lettere Moderne, ha insegnato nella Formazione Professionale. Scoperto dal poeta Mario Stefani, la sua attività letteraria ha avuto inizio a venticinque anni con la pubblicazione del libro Prime poesie (1979), cui sono seguite molte altre raccolte. Ha conosciuto vari poeti famosi tra i quali Diego Valeri, Giovanni Giudici, Ignazio Buttitta, Andrea Zanzotto, Maria Luisa Spaziani e Paolo Ruffilli. Significativa è stata anche la lunga amicizia con il pittore Guido Baldessari (Venezia, 1938-2016), le cui opere hanno ispirato talune sue poesie.

Così si è espresso il critico letterario Enzo Concardi nella prefazione al nuovo volume di Zanon, Tutto fu bello qui: “Questa silloge contenente poesie di Maurizio Zanon ha le caratteristiche di un compendio lirico elaborato dalla Casa Editrice e dal critico letterario autore della prefazione, per offrire al lettore una scelta antologica basata sul criterio – ovviamente soggettivo – dell’unità tra estetica e contenuto, come già auspicava l’autorevolissimo Francesco De Sanctis nel secolo diciannovesimo: in soldoni, quelle che a noi sono parse le poesie più belle e significative del poeta, scritte durante tutta la sua esistenza. E, altresì, vi è stata l’opzione del criterio cronologico di pubblicazione delle composizioni, senza quindi suddivisioni tematiche, onde consentire eventualmente l’individuazione di un’evoluzione stilistica dell’autore (…). Maurizio Zanon è fondamentalmente un poeta dell’interiorità che, nella riflessione e nella meditazione, va alla ricerca continua del senso della vita. È un poeta che ama le dimensioni del silenzio, sia per un suo bisogno personale che per un’inclinazione naturale. In modo particolare è vivo in lui il sentire la precarietà dell’avventura umana e consegna le sue attese alle prospettive metafisiche ed escatologiche. Dunque egli intuisce acutamente l’effimero del tempo, al quale contrappone il sentimento dell’amore come sale della vita, poiché il panta rei ci consuma: la memoria di noi sarà cancellata, rimpiangeremo giovinezza e bellezza, lasceremo anche gli amori che ci fecero vivere. L’innamoramento verso l’amore è essenza costitutiva dell’esperienza umana, con una visione totalizzante dell’eros: vale la pena amare nonostante tutto”.

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