“Si tira avanti solo con lo schianto” di Davide Rondoni, recensione di Ninnj Di Stefano Busà

Si tira avanti solo con lo schianto” emblematico libro di Rondoni che mostra la poesia come visione lirica di un progetto esistenziale inevitabile e necessario.

 

a cura di Ninnj Di Stefano Busà

 

untitledLa demolizione di ogni sogno, di ogni ideale sembrerebbe racchiudere questo titolo, in realtà si rivela in Davide Rondoni, un panorama ineludibile del far poesia: senza lo schianto non vi possono essere crescita, rinascita, superamento, non vi può essere il palese dissidio, la distonìa che muove e sommuove le anime in un mutuabile e vicendevole percorso di vita.

Lo schianto che come precisa lo stesso Rondoni è mutuato  da un verso del testo poetico “Giorno dopo giorno” di Ungaretti è la molla necessaria, forse dilagante e intristita di un giorno qualunque che si propone come faglia, come referente di mistero, di approdo “altro”, di altre destinazioni ed esperienze.

Ma non basta per dare una svolta successiva ad un’arte che in Rondoni è esperimento di un’alterità, che ci prescinde e ci restituisce la nostra vera essenza, la sorte alla quale siamo chiamati, in prossimità, di esperienze e di conoscenze, di eventi personali a noi strettamente legati.

Tutti gli interrogativi, le incognite, le inadeguatezze portano ad un solo destino: il superamento del punto di fuga, relativo alla stessa coscienza che in modo difforme ci porta ad assumere atteggiamenti diversificati nel pensiero, riconoscendo la poesia come interprete di un quid che si nutre di stupore, di curiosità per un sentire che è sempre balzo in avanti, incantamento e curiosità verso noi stessi e l’altrui.

La molla che ha fatto sua l’esperienza di scrittura di questo libro, è a mio parere, il riconoscere la capacità del dolore, l’impatto con esso e condividerlo con l’esperienza stessa del dolore degli altri. Sono incontri con l’altrui “schianto”, all’interno di una strategia comportamentale che ama confrontarsi e dialogare col suo prossimo, evangelicamente edotta dalla sua esperienza personale di uomo e di cristiano.

Rondoni scrive con un linguaggio asciutto, efficace e moderno che sa individuare e, quindi, tradurre il disagio e il dosaggio dei giovanilismi ai quali la sua poetica è diretta. Davide Rondoni è il poeta delle nuove generazioni, cui lo “schianto” ha permesso di vivisezionare il normale intercalare della coscienza e derimerla dalla conoscenza, dalla esperienza.

La sua scrittura è dotata di assonanze necessarie in una visione d’insieme che è religiosamente laica, ma anche con qualche impennata teologico culturale di neofita cristiano.

 

Gli incontri coi personaggi, le visitazioni di luoghi, in apparenza casuali, si mostrano invece forte sollecitazione per l’anima del poeta che ne viene assorbito, fagocitato e ustionato dalla scoperta di umanità, inevitabile al suo linguaggio che non è circoscritto solo all’ambiente familiare, domestico ma risulta inusuale, caratterizzato da forte simbologie e metafore surreali, quanto di lucido e ruvido realismo: in entrambi i casi, fortemente improntati alla vita di tutti i giorni, alle cadute, alle dinamiche, alle ustioni, agli “schianti” propri e dell’altrui solitudine: “ Si tira avanti solo con lo schianto/ il resto va in panne, si esaurisce/ nella schiena ho il fuoco/ di ali bruciate, se mi dici/ rallenta/ precipito in ogni dolore nel raggio di una vita/…/ la vita è solo se scommette d’essere infinita/ l’impatto è una carezza/ nella nostra condizione/ sbandati da ogni morale/ ed è diritta sparata in Dio o/ in una sacrosanta maledizione.”

In definitiva, la poesia per Davide Rondoni fa da supporto ad un più umano sentire, che è “scienza nutrita di stupore” detta alla maniera bigongiariana, e rinnova, riaccende la coscienza della parola con episodi e visioni di sangue e carne,come previsto dal protocollo che abbraccia l’intera essenza dell’umanità.  

QUESTA RECENSIONE VIENE QUI PUBBLICATA DIETRO CONCESSIONE DELL’AUTRICE.

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Blog di Letteratura e Cultura

Lorenzo Spurio è nato a Jesi (AN) nel 1985. Si è laureato in Lingue e Letterature Moderne all’Università degli Studi di Perugia con una tesi sull’autore britannico Ian McEwan. Per la poesia ha pubblicato le sillogi Neoplasie civili (Agemina, Firenze, 2014), Le acque depresse (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) e Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per Federico Garcia Lorca (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) ad ottanta anni dall’assassinio del poeta granadino. Ha curato varie antologie poetiche tra cui Borghi, città e periferie: l’antologia del dinamismo urbano (Agemina, Firenze, 2015), Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016), Non uccidere. Caino e Abele dei nostri giorni (2017) e Adriatico: emozioni tra parole d’onde e sentimenti (Ass. Euterpe, Jesi, 2017). Numerose le sue poesie pubblicate in riviste, siti specializzati ed opere antologiche. Per la narrativa ha pubblicato le raccolte di racconti: Ritorno ad Ancona e altre storie (Lettere Animate, Martina Franca, 2012), La cucina arancione (TraccePerLaMeta, Sesto Calende, 2013) e L’opossum nell’armadio (PoetiKante, Sesto Fiorentino, 2015). 12072660_10207671469768160_3182675494180130792_nQuale critico letterario si è occupato prevalentemente di narrativa straniera; ha pubblicato: Jane Eyre, una rilettura contemporanea (Lulu, 2011), La metafora del giardino in letteratura (Faligi, Aosta, 2011), Flyte & Tallis: Una analisi ravvicinata di due grandi romanzi della letteratura inglese: Espiazione di Ian McEwan e Ritorno a Brideshead di Evelyn Waugh (Photocity, Pozzuoli, 2012), Ian McEwan: sesso e perversione (Photocity, Pozzuoli, 2014), Il sangue, no. L’aporia della vita in ‘La ballata di Adam Henry’ di Ian McEwan (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015). Vari saggi letterari e suoi contributi sono presenti in collettanee, volumi antologici ed edizioni critiche, oltre a un cospicuo numero di prefazioni e note critiche ad autori contemporanei. Nel volume La parola di seta. Interviste ai poeti d’oggi (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015) ha raccolto una serie di interviste fatte negli anni 2012-2015 ad esponenti di spicco della poesia italiana contemporanea mentre in Scritti marchigiani. Diapositive e istantanee letterarie (Le Mezzelane, Santa Maria Nuova, 2017) una raccolta di saggi, recensioni e note di approfondimento su autori della sua Regione. Nel 2011 ha fondato la rivista online di letteratura «Euterpe», aperiodico tematico di letteratura online. È Presidente della Associazione Culturale Euterpe, Fondatore e Presidente del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” e Presidente di Giuria in vari premi letterari (“Città di Chieti”; “Città di Porto Recanati”; “Poesia senza confine”, etc.). Numerosi i premi e i riconoscimenti letterari ottenuti tra cui il 1° Premio al Concorso Letterario “Città di Ancona” (2016), il 1° Premio al Premio Letterario “Città di Latina” (2016), il 1° Premio al Premio Internazionale di Poesia “Antonia Pozzi” (2016) , il 2° Premio al Premio Letterario “Bari, Città Aperta” (2016), il 1° Premio al Concorso Letterario “Patrizia Brunetti” di Senigallia (2016),… Sulla sua produzione hanno scritto Dante Maffia, Giorgio Bàrberi Squarotti, Corrado Calabrò, Ugo Piscopo, Sandro Gros-Pietro, Antonio Spagnuolo, Umberto Vicaretti e altri.

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