“Solo ali di farfalla – Anima mia” di Katia Debora Melis, recensione di Lorenzo Spurio

Solo ali di farfalla – Anima mia
di Katia Debora Melis
GDS Edizioni, 2012
Pagine: 61
ISBN: 978-88-97587-78-1
Costo: 8 €
 
Recensione di LORENZO SPURIO
 
 
 
Il poeta cammina
dentro una fiamma e pensa
ai vertici del male,
pensa alla pioggia e a voi. (38)
 

NZOSolo ali di farfalla (GDS, 2012) è una ricca raccolta di poesie della scrittrice Katia Debora Melis, che ha altre valide e premiate opere alle spalle. La raccolta è da me definita “ricca” sia per una giudizio meramente quantitativo solitamente avulso al critico (la raccolta conta cinquantacinque poesie), che per ragioni di carattere estetico, qualitativo e di forte carica espressiva. Le poesie qui presenti sono difficilmente contraddistinguibili in un genere sia per la tematica che per lo stile impiegato (la gran parte di esse sono molto corte tanto da non superare i dieci versi, ma ve ne sono alcune più lunghe e dal metro leggermente descrittivo).

Il linguaggio impiegato è spesso forte e denso di pregnanza di immagini incisive nella mente del lettore (“Il cuore a tempesta/ usa una scure disperata”, 7; “Come un ago nelle vene,/ nel cervello come un tarlo”, 8; “il caldo criminale”, 27, “omeri scoperti”, 52; “palpebre sgomente”, 52; etc.) che permette alla poetessa di dare al suo poetare una certa concretezza materica, addirittura plastica. Le immagini che Katia Debora Melis evoca e che consegna al lettore sono chiare, prive di offuscamenti e di zone d’ombra: la poetessa ci presenta il mondo che la circonda per come lo vede senza particolari formalismi aneddotici, vagliandolo dal suo sentire di donna e di persona coscienziosa.

Alcune poesie sono un tentativo di mettere sulla carta un ricordo, un evento del passato che si è perduto dal momento stesso in cui si è concluso e che è possibile rivivere solo con armandosi di speranza e fiducia:

 Su carta bianca
dilaga
la speranza
dell’introvabile via d’uscita
se cerco di vedere oltre il muro
uno dei miei tramonti persi. (12)

 

Chiaramente quel “tramonto perso” a cui la poetessa si rifà non è uno qualsiasi, ma corrisponde a un momento peculiare e cruciale del suo passato e della sua intera vita del quale non ci è dato sapere di più. Al lettore non viene chiarito il motivo della fissazione del ricordo proprio perché la poesia s’insinua in un tempo-senza tempo dove passato, presente e futuro possono coesistere. Ed è per questo che il sogno (proiezione inconscia dell’essere, non congetturabile) diventa qualcosa che può addirittura essere governato dalla razionalità: “Conosco le immagini dei miei sogni/ che abitano nel ricordo:/ posso tracciarne la cartografia” (15), ma che a volte perderanno la loro lucidità e vitalismo: “Quei sorrisi/ che rimarranno nei sogni/ e, purtroppo,/ sbiaditi” (26). Ci sono poi poesie più naturalistiche: un chiaro interesse nei confronti della natura animale è ravvisabile nel continuo riferirsi ad animali che appartengono ai vari livelli della catena alimentare, ma anche al paesaggio (il mare soprattutto) o il bosco, come in “Piromani”, dove la poetessa non può che denunciare, tra le righe, l’atto ignominioso di chi si è reso responsabile dell’appiccamento di un “fuoco famelico” (33).

Altre liriche danno spazio, invece, a un misto di apatia e insoddisfazione che aleggiano intorno a una tristezza più ampia dalla quale trasuda sofferenza per delle persone perdute e delle quali si cerca di rivivere l’amore attraverso il ricordo e il pensiero, a volta con scarsi risultati:

 

Cerco immerso nell’acqua
un volto perduto e
si affacciano limpide
lacrime indifferenti,
pioggia vuota dei sorrisi che non vi ho trovato (47).

 

Un messaggio di speranza, di pace e di apertura all’altro (“guizzo di lingue diverse”, 51) è contenuto nella lirica “La libertà delle emozioni” che dovrebbe essere presa come manifesto di un modo pratico di pensiero e di comportamento: “Ogni voce che non conosco in queste parole/ che non ho mai ascoltato/ è un momento per camminare insieme/ nella libertà delle emozioni”. (51)

E la raccolta è anche e soprattutto un fermare sulla carta, come se fosse un diario personale, momenti di vita, esperienze, incontri e attimi di quegli “anni verdeggianti” (13) che sono parte stessa della donna che Katia Debora Melis è oggi tanto da costruire in maniera meticolosa il suo percorso come in un’accurata e rigorosa “cartografia” (15). E questo procedimento di continuo ripensamento al passato, ai momenti che hanno segnato significativamente una svolta nella vita della scrittrice può essere colto in maniera egregia nei versi finali della poesia “La via dei fiori”:

 

[T]ornavo a quelle strade

cercando frammenti di luce. (21)

  

Lorenzo Spurio

-scrittore, critico letterario-

 

Jesi, 16-10-2013

 

KATIA DEBORA MELIS è nata a Milano nel 1973. Vive e lavora a Cagliari. Ha pubblicato saggistica, racconti e apprezzati libri di poesia tra cui: Penombra (2007), Oceano stretto (2008), Yggrasil (2010), Solo ali di farfalla (2012), Poesie del sabato senza villaggio (GDS, 2013).

Ha ottenuto vari premi e riconoscimenti per la sua attività ed è stata la vincitrice della XIII Edizione del prestigioso “Premio Letterario Gramsci”.

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Pubblicato da

Blog di Letteratura e Cultura

Lorenzo Spurio è nato a Jesi (AN) nel 1985. Si è laureato in Lingue e Letterature Moderne all’Università degli Studi di Perugia con una tesi sull’autore britannico Ian McEwan. Per la poesia ha pubblicato le sillogi Neoplasie civili (Agemina, Firenze, 2014), Le acque depresse (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) e Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per Federico Garcia Lorca (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) ad ottanta anni dall’assassinio del poeta granadino. Ha curato varie antologie poetiche tra cui Borghi, città e periferie: l’antologia del dinamismo urbano (Agemina, Firenze, 2015), Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016), Non uccidere. Caino e Abele dei nostri giorni (2017) e Adriatico: emozioni tra parole d’onde e sentimenti (Ass. Euterpe, Jesi, 2017). Numerose le sue poesie pubblicate in riviste, siti specializzati ed opere antologiche. Per la narrativa ha pubblicato le raccolte di racconti: Ritorno ad Ancona e altre storie (Lettere Animate, Martina Franca, 2012), La cucina arancione (TraccePerLaMeta, Sesto Calende, 2013) e L’opossum nell’armadio (PoetiKante, Sesto Fiorentino, 2015). 12072660_10207671469768160_3182675494180130792_nQuale critico letterario si è occupato prevalentemente di narrativa straniera; ha pubblicato: Jane Eyre, una rilettura contemporanea (Lulu, 2011), La metafora del giardino in letteratura (Faligi, Aosta, 2011), Flyte & Tallis: Una analisi ravvicinata di due grandi romanzi della letteratura inglese: Espiazione di Ian McEwan e Ritorno a Brideshead di Evelyn Waugh (Photocity, Pozzuoli, 2012), Ian McEwan: sesso e perversione (Photocity, Pozzuoli, 2014), Il sangue, no. L’aporia della vita in ‘La ballata di Adam Henry’ di Ian McEwan (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015). Vari saggi letterari e suoi contributi sono presenti in collettanee, volumi antologici ed edizioni critiche, oltre a un cospicuo numero di prefazioni e note critiche ad autori contemporanei. Nel volume La parola di seta. Interviste ai poeti d’oggi (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015) ha raccolto una serie di interviste fatte negli anni 2012-2015 ad esponenti di spicco della poesia italiana contemporanea mentre in Scritti marchigiani. Diapositive e istantanee letterarie (Le Mezzelane, Santa Maria Nuova, 2017) una raccolta di saggi, recensioni e note di approfondimento su autori della sua Regione. Nel 2011 ha fondato la rivista online di letteratura «Euterpe», aperiodico tematico di letteratura online. È Presidente della Associazione Culturale Euterpe, Fondatore e Presidente del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” e Presidente di Giuria in vari premi letterari (“Città di Chieti”; “Città di Porto Recanati”; “Poesia senza confine”, etc.). Numerosi i premi e i riconoscimenti letterari ottenuti tra cui il 1° Premio al Concorso Letterario “Città di Ancona” (2016), il 1° Premio al Premio Letterario “Città di Latina” (2016), il 1° Premio al Premio Internazionale di Poesia “Antonia Pozzi” (2016) , il 2° Premio al Premio Letterario “Bari, Città Aperta” (2016), il 1° Premio al Concorso Letterario “Patrizia Brunetti” di Senigallia (2016),… Sulla sua produzione hanno scritto Dante Maffia, Giorgio Bàrberi Squarotti, Corrado Calabrò, Ugo Piscopo, Sandro Gros-Pietro, Antonio Spagnuolo, Umberto Vicaretti e altri.

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