Patrizia Stefanelli su “La cucina arancione” di Lorenzo Spurio

Recensione a “ La cucina arancione” di Lorenzo Spurio

A CURA DI PATRIZIA STEFANELLI

 

Patrizia StefanelliSpazio mentale fuori dall’ordinario nel mondo intimo che vive in ognuno di noi. Specchio che senza giudizi si racconta, “ci” racconta. Non nascondo che “ La vecchia col cappotto ocra”  mi ha presa per giorni. Ricordo che da piccola, chissà perché, avevo paura di una vecchia donna che viveva ai margini della società. Quei “margini”  sono nelle storie di confine border – line, narrazioni che  Lorenzo Spurio, porta in modo semplice all’attenzione del lettore, scorrevole a tal punto che le parole spessissimo si fanno immagini. Trionfano portando sempre un segreto, una sorpresa e la voglia di arrivare alla fine della storia che…ricomincia con volti e nomi diversi nella storia successiva. Procede, in “Gutron”, per analessi, ottimo viaggio per il lettore e per il personaggio che diventa narratore di se stesso e dell’impotenza in cui spesso, ogni malato si trova a vivere.

Territori, percorsi, città , equiparati a percorsi interiori, come un sogno, da riconsegnare al commissariato quasi fosse un portafogli con documenti importanti.

In fondo, Lorenzo ci porta, attraverso le storie, alle mancanze della vita di ognuno. Di salute, di affetti, di autostima, di sicurezza, d’amore ( Mariastella e l’armadio, in “ L’armadio mi mangiava” e ne “ La regina Rossa”) nella continua agnizione del Sé.

Saggiamente, la matematica poi, insegna filosofia di vita: il potere di una divisione attraverso la sineddoche. Situazioni di disagio interiore che si presenta nella solitudine esistenziale, in cui presenze “malate” sono le componenti dell’unica persona. Affrontare i mostri che abbiamo dentro, riconoscerli, è l’unica via di sopravvivenza.

E’ “Goldfish” ( titolo emblematico), di un cinismo disarmante nel suo impegno a trattare un argomento scottante, quello della pedofilia.

Disagi sessuali che ricorrono in varie sfumature fino all’arancione, alla “cucina arancione”.

Visioni, che si chiudono e si riaprono nelle “possibilità” a me tanto care. “Possibilista” non so se può essere sinonimo di ottimista, ma di sicuro, non esclude nulla.

E’ scomoda  “La cucina arancione”, una porta da aprire, in fondo ad un corridoio immaginato, attraversato dalle luci che di soppiatto sferzano, dalle fessure, in basso, delle varie stanze del vivere.

 

Con stima, Patrizia Stefanelli

 

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Blog di Letteratura e Cultura

Lorenzo Spurio è nato a Jesi (AN) nel 1985. Si è laureato in Lingue e Letterature Moderne all’Università degli Studi di Perugia con una tesi sull’autore britannico Ian McEwan. Per la poesia ha pubblicato le sillogi Neoplasie civili (Agemina, Firenze, 2014), Le acque depresse (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) e Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per Federico Garcia Lorca (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) ad ottanta anni dall’assassinio del poeta granadino. Ha curato varie antologie poetiche tra cui Borghi, città e periferie: l’antologia del dinamismo urbano (Agemina, Firenze, 2015), Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016), Non uccidere. Caino e Abele dei nostri giorni (2017) e Adriatico: emozioni tra parole d’onde e sentimenti (Ass. Euterpe, Jesi, 2017). Numerose le sue poesie pubblicate in riviste, siti specializzati ed opere antologiche. Per la narrativa ha pubblicato le raccolte di racconti: Ritorno ad Ancona e altre storie (Lettere Animate, Martina Franca, 2012), La cucina arancione (TraccePerLaMeta, Sesto Calende, 2013) e L’opossum nell’armadio (PoetiKante, Sesto Fiorentino, 2015). 12072660_10207671469768160_3182675494180130792_nQuale critico letterario si è occupato prevalentemente di narrativa straniera; ha pubblicato: Jane Eyre, una rilettura contemporanea (Lulu, 2011), La metafora del giardino in letteratura (Faligi, Aosta, 2011), Flyte & Tallis: Una analisi ravvicinata di due grandi romanzi della letteratura inglese: Espiazione di Ian McEwan e Ritorno a Brideshead di Evelyn Waugh (Photocity, Pozzuoli, 2012), Ian McEwan: sesso e perversione (Photocity, Pozzuoli, 2014), Il sangue, no. L’aporia della vita in ‘La ballata di Adam Henry’ di Ian McEwan (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015). Vari saggi letterari e suoi contributi sono presenti in collettanee, volumi antologici ed edizioni critiche, oltre a un cospicuo numero di prefazioni e note critiche ad autori contemporanei. Nel volume La parola di seta. Interviste ai poeti d’oggi (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015) ha raccolto una serie di interviste fatte negli anni 2012-2015 ad esponenti di spicco della poesia italiana contemporanea mentre in Scritti marchigiani. Diapositive e istantanee letterarie (Le Mezzelane, Santa Maria Nuova, 2017) una raccolta di saggi, recensioni e note di approfondimento su autori della sua Regione. Nel 2011 ha fondato la rivista online di letteratura «Euterpe», aperiodico tematico di letteratura online. È Presidente della Associazione Culturale Euterpe, Fondatore e Presidente del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” e Presidente di Giuria in vari premi letterari (“Città di Chieti”; “Città di Porto Recanati”; “Poesia senza confine”, etc.). Numerosi i premi e i riconoscimenti letterari ottenuti tra cui il 1° Premio al Concorso Letterario “Città di Ancona” (2016), il 1° Premio al Premio Letterario “Città di Latina” (2016), il 1° Premio al Premio Internazionale di Poesia “Antonia Pozzi” (2016) , il 2° Premio al Premio Letterario “Bari, Città Aperta” (2016), il 1° Premio al Concorso Letterario “Patrizia Brunetti” di Senigallia (2016),… Sulla sua produzione hanno scritto Dante Maffia, Giorgio Bàrberi Squarotti, Corrado Calabrò, Ugo Piscopo, Sandro Gros-Pietro, Antonio Spagnuolo, Umberto Vicaretti e altri.

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