“Imago” di Antonella Troisi, prefazione di Lorenzo Spurio

“Imago” di Antonella Troisi

Prefazione di Lorenzo Spurio 

imago_600Antonella Troisi con Imago ci immette direttamente nel vortice dei suoi pensieri che traggono linfa dall’inquieto momento storico nel quale ci troviamo a vivere. Il lettore troverà poesie dal gusto nuovo la cui collocazione in un genere risulta difficoltosa, ma, come si sa, nel nostro secolo non è opportuno parlare di scuole, movimenti né generazioni. La gran parte delle liriche hanno come tema centrale l’amore, vissuto in maniera tormentata e con una malcelato senso di oppressione che deriva dall’impossibilità di sapere come esso evolverà nel futuro: se si conserverà, se, invece, perirà per una qualche ragione. La poetessa elabora versi dalla sintassi asciutta e dalla terminologia che fa spesso riferimento a vari campi (quello astronomico e quello della matematica o più propriamente della geometria).

In “Volti”, la lirica che il lettore troverà all’inizio di questa raccolta poetica, si respira una certa insoddisfazione per un amore assente la cui continua ricerca sembra depistare l’io lirico tanto da portarlo a domandarsi se realmente esso esista o se, invece, sia stata una desolante illusione. La poesia che segue e che dà il titolo all’opera, Imago, intesse la sua struttura su chiari riferimenti ovidiani alla sua opera magistrale, Le Metamorfosi, dove la poetessa, descrivendo la trasformazione da bozzo a farfalla, osserva: «m’incrisalido in un bozzolo/ non di seta». La parola ‘imago’, che in latino significa “immagine”, quasi a intendere una sorta di copia, ricorda l’immagine riflessa di Narciso nell’acqua del torrente e il mito di Eco che venne trasformata da Era in imago vocis e destinata a vivere solamente sotto forma della ripetizione dei suoni prodotti in natura, l’eco appunto.

L’istante è al centro anche della lirica “Momento” dove la poetessa utilizza un termine di ampio utilizzo nella biologia naturalistica, la simbiosi, qui impiegato come forma di vita unitaria a due, l’io lirico e l’amante, in uno scambio di continua, completa e perfetta parità. La matematica viene “presa in prestito” nella sua terminologia settoriale: ‘ellissi’, ‘iperboli’, ‘fuochi’, termini che, pure, fanno riferimento ai moti dei corpi celesti che la poetessa spesso chiama in causa. E’ curioso notare, poi, l’utilizzo che la Troisi fa della punteggiatura: essa sembra claudicante o volutamente mancante, tanto che la virgola sembra essere più rara di una pepita d’oro, preferendo utilizzare barre, comunemente avulse al genere poetico sia per spezzare il verso che per istituire un’antinomia di sostantivi: «cuore/ cervello»; «emozione/ ragione», ecc.

La difficoltà nel percepire in maniera lucida e razionale quali siano i limiti estremi di un amore è al centro della silloge dove l’amore si configura a tratti come un tormento, un desiderio, un pensiero ricorrente, un’illusione,  La poetessa, però, è altamente coscienziosa nel sapere che parlare di amore immancabilmente significa parlare anche del tempo che, imperterrito scorre:

Non lasciare che tutto svanisca

e diventi pulviscolo

non lasciare che i ricordi si frantumino

e i cocci diventino un mosaico scomposto.

Il messaggio è chiaro: la via della dimenticanza deve essere per forza rigettata, perché solo definendo noi stessi attraverso il nostro passato individuale, i nostri ricordi possiamo dare un senso  alla complessità del nostro presente, conoscerci e rapportarci all’altro. Un buon rapporto con il passato, sembra dirci la Troisi, è il salvacondotto per sperare di vivere l’amore in modo pacificato.

Lorenzo Spurio

Jesi, 29 Maggio 2013

0Uno scatto della presentazione del libro “Imago” avvenuta a Salerno nel 2014. Da sinistra Luigi Crescimbene (critico letterario), Lorenzo Spurio (scrittore e critico letterario), Antonella Troisi (poetessa) e Anna Maria Folchini Stabile (Presidente Ass. Culturale TraccePerLaMeta).

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Blog di Letteratura e Cultura

Lorenzo Spurio è nato a Jesi (AN) nel 1985. Si è laureato in Lingue e Letterature Moderne all’Università degli Studi di Perugia con una tesi sull’autore britannico Ian McEwan. Per la poesia ha pubblicato le sillogi Neoplasie civili (Agemina, Firenze, 2014), Le acque depresse (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) e Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per Federico Garcia Lorca (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) ad ottanta anni dall’assassinio del poeta granadino. Ha curato varie antologie poetiche tra cui Borghi, città e periferie: l’antologia del dinamismo urbano (Agemina, Firenze, 2015), Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016), Non uccidere. Caino e Abele dei nostri giorni (2017) e Adriatico: emozioni tra parole d’onde e sentimenti (Ass. Euterpe, Jesi, 2017). Numerose le sue poesie pubblicate in riviste, siti specializzati ed opere antologiche. Per la narrativa ha pubblicato le raccolte di racconti: Ritorno ad Ancona e altre storie (Lettere Animate, Martina Franca, 2012), La cucina arancione (TraccePerLaMeta, Sesto Calende, 2013) e L’opossum nell’armadio (PoetiKante, Sesto Fiorentino, 2015). 12072660_10207671469768160_3182675494180130792_nQuale critico letterario si è occupato prevalentemente di narrativa straniera; ha pubblicato: Jane Eyre, una rilettura contemporanea (Lulu, 2011), La metafora del giardino in letteratura (Faligi, Aosta, 2011), Flyte & Tallis: Una analisi ravvicinata di due grandi romanzi della letteratura inglese: Espiazione di Ian McEwan e Ritorno a Brideshead di Evelyn Waugh (Photocity, Pozzuoli, 2012), Ian McEwan: sesso e perversione (Photocity, Pozzuoli, 2014), Il sangue, no. L’aporia della vita in ‘La ballata di Adam Henry’ di Ian McEwan (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015). Vari saggi letterari e suoi contributi sono presenti in collettanee, volumi antologici ed edizioni critiche, oltre a un cospicuo numero di prefazioni e note critiche ad autori contemporanei. Nel volume La parola di seta. Interviste ai poeti d’oggi (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015) ha raccolto una serie di interviste fatte negli anni 2012-2015 ad esponenti di spicco della poesia italiana contemporanea mentre in Scritti marchigiani. Diapositive e istantanee letterarie (Le Mezzelane, Santa Maria Nuova, 2017) una raccolta di saggi, recensioni e note di approfondimento su autori della sua Regione. Nel 2011 ha fondato la rivista online di letteratura «Euterpe», aperiodico tematico di letteratura online. È Presidente della Associazione Culturale Euterpe, Fondatore e Presidente del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” e Presidente di Giuria in vari premi letterari (“Città di Chieti”; “Città di Porto Recanati”; “Poesia senza confine”, etc.). Numerosi i premi e i riconoscimenti letterari ottenuti tra cui il 1° Premio al Concorso Letterario “Città di Ancona” (2016), il 1° Premio al Premio Letterario “Città di Latina” (2016), il 1° Premio al Premio Internazionale di Poesia “Antonia Pozzi” (2016) , il 2° Premio al Premio Letterario “Bari, Città Aperta” (2016), il 1° Premio al Concorso Letterario “Patrizia Brunetti” di Senigallia (2016),… Sulla sua produzione hanno scritto Dante Maffia, Giorgio Bàrberi Squarotti, Corrado Calabrò, Ugo Piscopo, Sandro Gros-Pietro, Antonio Spagnuolo, Umberto Vicaretti e altri.

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