“Era farsi” di Margherita Rimi, recensione di Lorenzo Spurio

Era farsi – Autoantologia poetica 1974-2011
di Margherita Rimi
prefazione di Daniela Marcheschi
Marsilio, Venezia, 2012
Pagine: 192                            
ISBN: 9788831712330
Costo: 22
 
Recensione di Lorenzo Spurio
 
 
Parlami così.
Come risulta il mondo alle domande
Quando alla fine non diventano parole. (p. 43)
 

untitledHo conosciuto Margherita Rimi lo scorso giugno a Palermo durante un reading poetico da me organizzato all’interno delle attività della rivista “Euterpe” che dirigo dal tema “Disagio psichico e sociale” e solo in un secondo momento, grazie al dono del suo libro, ho potuto leggere e conoscere di più sulla sua scrittura.

Il volume antologico della poetessa, intitolato Era farsi, contiene una raccolta di poesie scritte in un periodo di tempo abbastanza esteso che va dal 1974 al 2011 e si apre con una pertinente nota critica a cura di Daniela Marcheschi. Essendo un’opera antologica, sono qui presenti liriche estratte da vari sillogi precedenti, tra cui alcune – quelle contenute nella sezione dal titolo “Carta nivura”- in dialetto siciliano.

La prima domanda che mi sono posto prima di iniziare la lettura di questo libro è stata: “ma cosa significa il titolo?”. Ho intuito nel “farsi” un processo di crescita e cambiamento, di costruzione del sé e di maturazione intellettuale, quale lenta metamorfosi dell’io giorno dopo giorno. La nota critica iniziale, che si centralizza sul tema dell’infanzia nel libro, tematica cara alla poetessa, mi ha in parte dato ragione. Mi ha incuriosito poi notare tra i vari riferimenti e citazioni in esergo o no che la poetessa utilizza, un riferimento a Davide Dettore, psicologo presso l’Istituto Meyer di Genova e docente del Dipartimento di Scienze della Salute presso l’università di Firenze che ha dedicato una intensa attività saggistica sulla sessualità deviata e aull’abuso sessuale in età infantile. La cosa mi ha incuriosito poiché nei mesi scorsi, quando ancora non avevo ricevuto il libro di Margherita Rimi, ho contattato il professor Dettore per chiedergli se era interessato e disponibile a intervenire alla presentazione del mio nuovo libro, La cucina arancione (TraccePerLaMeta Edizioni, 2013 – con prefazione di Marzia Carocci), che tratta di disagio psichico e sociale e di atteggiamenti sessualmente devianti. Una casualità, mi sono detto.

Ritornano al libro in oggetto, ciò che mi sento di dire è che la poetica di Margherita Rimi, che si contraddistingue spesso per un verso breve e un ritmo incalzante, è fortemente intimista e profondamente vissuta (questo lo denota anche una serie di dediche a cui le poesie sono direttamente, ispirate e dedicate). Il linguaggio evita l’utilizzo di una sintassi particolareggiata ed ostica per prediligere, invece, un vocabolario semplice ed evocativo; le costruzioni che la poetessa elabora con i versi sono prevalentemente singolari ed anomale e richiedono una seria ed approfondita interpretazione, quasi come se la Nostra iniziasse un discorso, ci desse una traccia, e poi dovessimo noi continuarlo. Questo a livello esegetico è di certo un esercizio molto allettante e curioso che raramente si presenta al lettore quando si approssima alla lettura di poesie.

Come già detto, il tema dell’infanzia predomina indiscusso su questa ampia antologia ed esso è affrontato secondo vari paradigmi: l’abusato, il solo (“io sono il bambino trasparente”; “i grandi hanno grandissimo da fare”, p. 20), chi necessita di aiuto, chi anela affetto e tanto altro. Ne fuoriescono delle immagini abbozzate in maniera indistinta che, però, fanno riflettere su una problematica tanto estesa e seria. Ed è proprio la poetessa che con la lirica che si trova nella posizione iniziale, “Era farsi”, svela –in maniera mai troppo clamorosa- la realtà di quel “farsi” da me inteso come ‘costruire’, ‘crescere’, ‘evolvere’ e ‘maturare’. La poetessa, infatti, in questa lirica dedicata al fratello gemello scrive:

 

Ai piedi del letto il tempo non passava

Era farsi grande raccontare una storia

E la storia non era più una storia

era farsi padre (p. 15)

 

Quel “farsi”, dunque risiede nella crescita dell’uomo, tanto fisica quanto emotiva e morale, e la si ritrova anche nell’allarmante “Quando l’albero era l’albero”: “Non so perché l’hanno fatto. Non si doveva./ Distratta la nostra infanzia/ nel farsi grandi” (p. 27). L’attenzione all’emarginato, nei confronti di colui che è ritenuto diverso dal resto della società solo perché sfortunato nell’aver sperimentato un doloroso trauma psicologico o perché porta sulla sua pelle i segni del deforme è di particolare interesse della Nostra; in “Su due rotelle” leggiamo: “Ancora penso a quanti anni hai/ se mai faremo in tempo/ […]/ -Se puoi guarire-/ Dicono che puoi guarire” (p. 34).

L’antologia è arricchita da numerose citazioni tratte da testi di grandi autori della letteratura europea che intessono il pregevole ordito della trama che la Rimi ha previsto assieme a liriche dedicate ad esponenti del mondo culturale siciliano quale Leonardo Sciascia, Lucio Zinna e le liriche “Palermo” e “Da intitolare” dedicata alla cara Trinacria.

 Lorenzo Spurio

-scrittore, critico letterario-

 Jesi, 18 Agosto 2013

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Pubblicato da

Blog di Letteratura e Cultura

Lorenzo Spurio è nato a Jesi (AN) nel 1985. Si è laureato in Lingue e Letterature Moderne all’Università degli Studi di Perugia con una tesi sull’autore britannico Ian McEwan. Per la poesia ha pubblicato le sillogi Neoplasie civili (Agemina, Firenze, 2014), Le acque depresse (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) e Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per Federico Garcia Lorca (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) ad ottanta anni dall’assassinio del poeta granadino. Ha curato varie antologie poetiche tra cui Borghi, città e periferie: l’antologia del dinamismo urbano (Agemina, Firenze, 2015), Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016), Non uccidere. Caino e Abele dei nostri giorni (2017) e Adriatico: emozioni tra parole d’onde e sentimenti (Ass. Euterpe, Jesi, 2017). Numerose le sue poesie pubblicate in riviste, siti specializzati ed opere antologiche. Per la narrativa ha pubblicato le raccolte di racconti: Ritorno ad Ancona e altre storie (Lettere Animate, Martina Franca, 2012), La cucina arancione (TraccePerLaMeta, Sesto Calende, 2013) e L’opossum nell’armadio (PoetiKante, Sesto Fiorentino, 2015). 12072660_10207671469768160_3182675494180130792_nQuale critico letterario si è occupato prevalentemente di narrativa straniera; ha pubblicato: Jane Eyre, una rilettura contemporanea (Lulu, 2011), La metafora del giardino in letteratura (Faligi, Aosta, 2011), Flyte & Tallis: Una analisi ravvicinata di due grandi romanzi della letteratura inglese: Espiazione di Ian McEwan e Ritorno a Brideshead di Evelyn Waugh (Photocity, Pozzuoli, 2012), Ian McEwan: sesso e perversione (Photocity, Pozzuoli, 2014), Il sangue, no. L’aporia della vita in ‘La ballata di Adam Henry’ di Ian McEwan (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015). Vari saggi letterari e suoi contributi sono presenti in collettanee, volumi antologici ed edizioni critiche, oltre a un cospicuo numero di prefazioni e note critiche ad autori contemporanei. Nel volume La parola di seta. Interviste ai poeti d’oggi (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015) ha raccolto una serie di interviste fatte negli anni 2012-2015 ad esponenti di spicco della poesia italiana contemporanea mentre in Scritti marchigiani. Diapositive e istantanee letterarie (Le Mezzelane, Santa Maria Nuova, 2017) una raccolta di saggi, recensioni e note di approfondimento su autori della sua Regione. Nel 2011 ha fondato la rivista online di letteratura «Euterpe», aperiodico tematico di letteratura online. È Presidente della Associazione Culturale Euterpe, Fondatore e Presidente del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” e Presidente di Giuria in vari premi letterari (“Città di Chieti”; “Città di Porto Recanati”; “Poesia senza confine”, etc.). Numerosi i premi e i riconoscimenti letterari ottenuti tra cui il 1° Premio al Concorso Letterario “Città di Ancona” (2016), il 1° Premio al Premio Letterario “Città di Latina” (2016), il 1° Premio al Premio Internazionale di Poesia “Antonia Pozzi” (2016) , il 2° Premio al Premio Letterario “Bari, Città Aperta” (2016), il 1° Premio al Concorso Letterario “Patrizia Brunetti” di Senigallia (2016),… Sulla sua produzione hanno scritto Dante Maffia, Giorgio Bàrberi Squarotti, Corrado Calabrò, Ugo Piscopo, Sandro Gros-Pietro, Antonio Spagnuolo, Umberto Vicaretti e altri.

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